{"id":13933,"date":"2026-07-16T17:26:31","date_gmt":"2026-07-16T15:26:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/?p=13933"},"modified":"2026-07-16T17:26:32","modified_gmt":"2026-07-16T15:26:32","slug":"dalla-serie-a-elite-alla-conquista-del-titolo-portoghese-la-storia-di-giuseppe-piacenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/2026\/07\/16\/dalla-serie-a-elite-alla-conquista-del-titolo-portoghese-la-storia-di-giuseppe-piacenza\/","title":{"rendered":"Dalla Serie A \u00c9lite alla conquista del titolo Portoghese: la storia di Giuseppe Piacenza"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Intervista a Giuseppe Piacenza<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ciao Giuseppe&#8230;Raccontaci chi sei: Chi sei come persona, come giocatore e raccontaci cosa stai facendo ora nella tua vita<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ciao a tutti! Mi chiamo Giuseppe Piacenza, ho 24 anni e gioco a rugby da circa 14 anni. In campo sono una terza linea: mi piace essere sempre dentro il gioco, lavorare tanto nel combattimento, nel sostegno e nelle situazioni sporche, quelle che magari da fuori si vedono meno ma che spesso fanno la differenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella vita, in questo momento, sto concludendo il mio Master in Naval Architecture and Ocean Engineering a Lisbona. Sono arrivato in Portogallo dopo la triennale in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Torino, perch\u00e9 volevo proseguire il mio percorso nell\u2019ingegneria navale. Ora sono nella fase finale della tesi, quindi \u00e8 un periodo intenso, ma anche molto importante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rugby e universit\u00e0 hanno sempre viaggiato insieme nella mia vita. Ho giocato praticamente tutta la mia carriera a Torino, nel CUS Torino, e poi il mio percorso di studi mi ha portato a Lisbona, dove ho avuto la possibilit\u00e0 di continuare a giocare ad alto livello con il Benfica.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quando, dove, come e perch\u00e9 \u00e8 iniziata la tua storia con il rugby?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia storia con il rugby \u00e8 iniziata quando avevo 9 o 10 anni. I miei genitori e i genitori del mio migliore amico volevano farci iniziare uno sport di squadra. Un giorno abbiamo visto insieme il film <em>Invictus<\/em> e, la settimana dopo, siamo andati agli open day del CUS Torino a Grugliasco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da l\u00ec \u00e8 iniziato tutto. Quello che all\u2019inizio era solo un tentativo, una prova, \u00e8 diventato una vera passione. Da quel momento il rugby \u00e8 entrato nella mia vita in maniera fortissima e non ne \u00e8 pi\u00f9 uscito.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esperienza al CUS Torino<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Raccontaci com&#8217;\u00e8 stata la tua esperienza al CUS Torino<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono arrivato al CUS Torino intorno ai 10 anni e ci sono rimasto per circa 12 stagioni, dall\u2019Under 10 fino alla prima squadra. In prima squadra ho fatto quattro stagioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per me il CUS Torino \u00e8 casa. Ancora oggi, ogni volta che torno al campo per salutare compagni, allenatori o persone della societ\u00e0, mi sento completamente a casa. \u00c8 difficile spiegare cosa significhi davvero un ambiente cos\u00ec, perch\u00e9 non \u00e8 solo una squadra o una societ\u00e0 sportiva: \u00e8 un posto dove sono cresciuto, dove ho vissuto momenti bellissimi e momenti durissimi, e dove ho costruito rapporti che credo porter\u00f2 avanti per tutta la vita.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Qual \u00e8 stato il momento pi\u00f9 bello con la maglia del CUS? E quello pi\u00f9 brutto?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il momento pi\u00f9 bello \u00e8 stato probabilmente la vittoria del campionato di Serie A, battendo la Capitolina a Roma, che ci ha permesso di conquistare il posto in Serie A Elite. \u00c8 stata una giornata enorme, il coronamento di un percorso lungo e difficile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il momento pi\u00f9 brutto, invece, \u00e8 pi\u00f9 difficile da scegliere. Sicuramente la finale per la retrocessione dalla Serie A Elite alla Serie A contro Mogliano, giocata a Piacenza, \u00e8 stata molto dolorosa. Anche la finale di Serie A persa contro la Lazio a Prato \u00e8 stata una delusione enorme. Sono partite che ti restano addosso, perch\u00e9 sai quanto lavoro c\u2019\u00e8 dietro e quanto pu\u00f2 fare male arrivare cos\u00ec vicino a un obiettivo senza riuscire a prenderlo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cosa significava per te giocare per il CUS Torino e com\u2019era il rapporto tra societ\u00e0 e universit\u00e0?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giocare per il CUS Torino significava rappresentare qualcosa che andava oltre il campo. Significava far parte di un ambiente che cercava davvero di unire sport e percorso universitario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io, essendo di Torino, ho vissuto forse meno il rapporto diretto tra societ\u00e0 e universit\u00e0 rispetto ai ragazzi che venivano da fuori e sceglievano Torino proprio per studiare e giocare. Per\u00f2 ho avuto la possibilit\u00e0 di far parte del progetto Dual Career, che permetteva una certa flessibilit\u00e0, per esempio in termini di consegne o organizzazione degli impegni accademici. Non ci sono mai stati trattamenti speciali, ma c\u2019era attenzione verso chi provava a portare avanti entrambe le cose seriamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo molto nel progetto di unire sport e accademia ad alto livello. \u00c8 qualcosa di bellissimo e molto formativo. Al CUS si vedeva chiaramente che tanti giocatori erano mentalmente brillanti: le cose spiegate dagli allenatori venivano apprese velocemente, c\u2019era grande capacit\u00e0 di analisi e comprensione del gioco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, per competere stabilmente in Serie A Elite, questo da solo non basta. Serve anche una rosa profonda, pronta a reggere infortuni, assenze e il livello fisico del massimo campionato. Probabilmente, per provare a restare in Elite, sarebbe stato necessario inserire alcuni giocatori professionisti di livello, pagati per fare solo rugby. Capisco per\u00f2 che non fosse semplice, soprattutto con budget limitati. Forse si potevano fare scelte migliori su alcuni professionisti stranieri, ma \u00e8 facile dirlo da fuori: la realt\u00e0 economica di una societ\u00e0 pesa molto.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Se dovessi raccontare una partita o un momento del CUS a chi non l\u2019ha vissuto, quale sceglieresti?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Racconterei l\u2019ultima partita della fase a gironi contro Biella, fuori casa. Biella era una rivale diretta in cima alla classifica e noi vincemmo con una prestazione fantastica. Fu una partita durissima, giocata con grande intensit\u00e0, e quella vittoria ci diede accesso alle finali contro Valsugana e Capitolina per salire in Serie A Elite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra l\u2019altro in quella partita feci anche meta, quindi a livello personale \u00e8 un ricordo ancora pi\u00f9 speciale. Ma pi\u00f9 della meta, mi ricordo la sensazione di squadra: eravamo davvero uniti, convinti, consapevoli di poter fare qualcosa di importante.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il giocatore che ti \u00e8 rimasto pi\u00f9 impresso a Torino o in Serie A \u00c9lite?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giocatore che mi \u00e8 rimasto pi\u00f9 impresso \u00e8 sicuramente George Reeves, il nostro capitano. \u00c8 uno di quei giocatori che si \u00e8 sempre caricato la squadra sulle spalle. Non ha mai mollato, ci ha sempre creduto pi\u00f9 degli altri, anche nei momenti pi\u00f9 difficili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per me George \u00e8 stato un esempio enorme, dentro e fuori dal campo. Una persona fantastica, un leader vero, uno che non aveva bisogno di parlare troppo per farti capire cosa significasse dare tutto per la squadra.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un compagno con cui sei rimasto in contatto?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cosa bella di quel gruppo \u00e8 che non si \u00e8 perso. Sono ancora in contatto con tanti ragazzi di quella prima squadra: con il capitano, con suo fratello Eddy, con molti altri compagni, anche persone che oggi lavorano all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo davvero che siano amicizie per la vita. Quello che ci ha legato non \u00e8 stato solo il rugby, ma anche tutto quello che abbiamo condiviso fuori dal campo: momenti difficili all\u2019universit\u00e0, problemi personali, sacrifici, viaggi, vittorie, sconfitte. Sono esperienze che ti uniscono in modo profondo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" data-id=\"13939\" src=\"https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cus-rugby-1-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13939\" srcset=\"https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cus-rugby-1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cus-rugby-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cus-rugby-1-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cus-rugby-1.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" data-id=\"13938\" src=\"https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cus-rugby-2-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13938\" srcset=\"https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cus-rugby-2-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cus-rugby-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cus-rugby-2-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/cus-rugby-2.jpg 1250w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esperienza in Portogallo<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 l\u2019estero e perch\u00e9 Lisbona?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la triennale in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Torino avevo gi\u00e0 deciso da tempo che avrei voluto passare a Ingegneria Navale per la magistrale. Ho iniziato a guardarmi intorno e in Italia la strada era complicata, perch\u00e9 mi venivano richiesti diversi esami integrativi per accedere al percorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avevo provato anche con universit\u00e0 in Inghilterra e Scozia, ma purtroppo non sono stato ammesso perch\u00e9 la mia media triennale non soddisfaceva i loro requisiti. A quel punto \u00e8 arrivata l\u2019opportunit\u00e0 dell\u2019Instituto Superior T\u00e9cnico di Lisbona, con il Master in Naval Architecture and Ocean Engineering, ed \u00e8 diventata una soluzione molto interessante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parte rugbistica \u00e8 nata quasi per caso. A cena con alcuni compagni del CUS, raccontando la mia decisione di andare a Lisbona, un mio amico, Nicol\u00f2 Quaglia, mi disse che un suo ex compagno di Accademia Federale stava giocando l\u00ec. Era Matteo Colli, che stava facendo la sua seconda stagione al Benfica nel massimo campionato portoghese. Ho preso il contatto, ho parlato con lui, poi con il direttore sportivo del Benfica, e da l\u00ec abbiamo trovato un accordo per la stagione successiva.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ci sono altri italiani con storie simili alla tua in Divis\u00e3o de Honra?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, Matteo Colli aveva giocato due o tre stagioni al Benfica e ora gioca al CUS Milano. In generale non siamo tantissimi, ma ci sono ragazzi italiani che hanno provato o stanno provando esperienze simili, unendo studio, lavoro e rugby all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Questa esperienza sarebbe stata replicabile restando in Italia?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sinceramente credo sarebbe stato difficile. Per fare un Master in Ingegneria Navale non sarei potuto rimanere a Torino e, in Italia, l\u2019idea di giocare per una squadra diversa dal CUS Torino non mi attirava molto. All\u2019estero \u00e8 diverso: \u00e8 una nuova esperienza, un nuovo percorso, un nuovo contesto. Ma in Italia io mi sento del CUS Torino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Probabilmente, se avessi trovato un percorso accademico perfetto a Torino, sarei rimasto. Ma dal punto di vista universitario e personale Lisbona rappresentava un\u2019opportunit\u00e0 importante.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come si concilia la magistrale con il rugby a Lisbona?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sistema universitario \u00e8 molto diverso rispetto a quello italiano. I corsi iniziano con una parte teorica, ma poi i professori assegnano progetti individuali o di gruppo da sviluppare durante il semestre. Alla fine di solito c\u2019\u00e8 anche un esame, che fa media con il progetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli esami spesso non sono impossibili, ma i progetti sono molto impegnativi: software nuovi, report lunghi, presentazioni, risultati da discutere. \u00c8 una metodologia diversa, molto pratica, e richiede costanza durante tutto il semestre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il rugby sono riuscito a organizzarmi abbastanza bene. Una grande differenza rispetto all\u2019Italia \u00e8 che in Portogallo le trasferte sono molto pi\u00f9 leggere. Le squadre pi\u00f9 forti sono quasi tutte a Lisbona o nei dintorni, quindi non perdi intere domeniche in pullman, come succedeva spesso in Italia andando per esempio in Veneto. Questo aiuta tantissimo nell\u2019organizzazione dello studio.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Com\u2019\u00e8 una tua settimana tipo tra universit\u00e0 e rugby?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di solito facciamo palestra la mattina, dalle 7:50 alle 9:00. Poi vado in universit\u00e0 a studiare o seguire le lezioni. Verso le 12:30 c\u2019\u00e8 l\u2019allenamento in campo, fino alle 14:00 o 14:30. Poi torno di nuovo in universit\u00e0 per lezioni, studio o progetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo succede tre volte a settimana: luned\u00ec, marted\u00ec e gioved\u00ec. Il mercoled\u00ec \u00e8 libero, mentre il venerd\u00ec facciamo un team run veloce in pausa pranzo, di circa 45 minuti. Poi si gioca il sabato o la domenica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una routine piena, per\u00f2 gestibile. Ovviamente ci sono periodi in cui gli esami o le consegne diventano pesanti e capita di dover saltare qualche allenamento per studiare. Le partite per\u00f2 non le ho mai saltate. Il fatto di non avere grandi trasferte rende tutto molto meno complicato.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Hai conciliato meglio rugby e studio in Portogallo o in Italia?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo di essere riuscito a organizzarmi meglio a Lisbona per vari motivi. Prima di tutto sono stato fortunato con gli orari delle lezioni e degli esami. Poi penso che l\u2019universit\u00e0 qui sia, per certi aspetti, meno stressante del Politecnico di Torino, anche se i progetti sono comunque impegnativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il terzo motivo \u00e8 che quattro anni di rugby in prima squadra al CUS, insieme all\u2019universit\u00e0 al Politecnico, ti preparano davvero a tutto. Quando hai gi\u00e0 vissuto quel tipo di ritmo, impari a organizzarti, a gestire la stanchezza e a capire quando devi stringere i denti.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" data-id=\"13941\" src=\"https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-2-1024x682.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13941\" srcset=\"https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-2-1024x682.jpeg 1024w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-2-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-2-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-2-1536x1023.jpeg 1536w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-2.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"819\" data-id=\"13940\" src=\"https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-1-1024x819.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13940\" srcset=\"https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-1-1024x819.jpeg 1024w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-1-300x240.jpeg 300w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-1-768x614.jpeg 768w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-1-1536x1228.jpeg 1536w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-1.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il titolo nazionale con il Benfica<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Raccontaci la stagione appena vinta<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella appena conclusa \u00e8 stata la mia seconda stagione al Benfica. La prima era stata molto difficile. Eravamo riusciti a qualificarci alla fase finale delle migliori sei squadre, ma poi eravamo arrivati ultimi. A dire il vero, \u00e8 stata forse la stagione rugbistica peggiore della mia vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In estate stavo anche valutando altre possibilit\u00e0: un paio di squadre mi avevano contattato e io stesso stavo pensando di cambiare. Alla fine ho deciso di rimanere al Benfica e, col senno di poi, \u00e8 stata la scelta migliore che potessi fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stagione del titolo \u00e8 stata incredibile, ma anche piena di pressione. Il Benfica \u00e8 una societ\u00e0 enorme, con una storia e un peso importanti. Riportare il titolo dopo cos\u00ec tanti anni significava tanto per tutti: per noi giocatori, per lo staff, per la sezione rugby e per gli ex giocatori.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un episodio che il pubblico non si aspetterebbe?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019episodio pi\u00f9 bello, per me, \u00e8 stata la sorpresa dei miei genitori alla finale dell\u2019ultima giornata di campionato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La settimana prima potevamo gi\u00e0 diventare campioni, ma purtroppo gli avversari pareggiarono all\u2019ultimo e quindi la festa fu rimandata. Io, tra l\u2019altro, presi un giallo stupido al 73\u2019, proprio quando loro erano rimasti in rosso. Il mio cartellino non permise alla mia squadra di giocare in superiorit\u00e0 numerica e negli ultimi minuti loro segnarono due mete. Mi sentii addosso un senso di colpa enorme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo quella partita parlai con mio padre. Gli dissi che l\u2019ultima sarebbe stata una partita bellissima, preparata bene da noi, e che ci credevo tanto. Per\u00f2 ero convinto che non lo avrei rivisto la settimana dopo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arriva l\u2019ultima partita, contro la squadra pi\u00f9 fisica del campionato e fuori casa. In quei momenti devi essere bravo a voltare pagina, smettere di pensare al passato e concentrarti solo su quello che puoi fare. Al triplice fischio vado ad abbracciare il mio allenatore, che piangeva. Erano momenti assurdi, difficili da descrivere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi sento qualcuno chiamarmi, mi giro e vedo mio padre. Mi dice: \u201cGuarda che l\u00e0 c\u2019\u00e8 la mamma\u201d. Non volevo crederci. \u00c8 stato un momento pazzesco, forse uno dei pi\u00f9 emozionanti della mia vita sportiva.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come \u00e8 stato vissuto il titolo?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stato qualcosa di enorme. Riportare il titolo a una societ\u00e0 come il Benfica dopo 25 anni \u00e8 stato assurdo e molto sentito. Avevamo tantissima pressione, perch\u00e9 sapevamo che non stavamo giocando solo per noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensare che quel titolo entrer\u00e0 nella storia del club, che sar\u00e0 ricordato anche nel museo del Benfica e che dentro quella storia ci sar\u00e0 anche il mio nome, \u00e8 qualcosa di speciale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una cosa bellissima delle polisportive come il Benfica \u00e8 che, quando una sezione inizia a vincere, la gente comincia a venire alle partite anche se magari non conosce bene quello sport. Quest\u2019anno abbiamo avuto un tifo pazzesco. Per\u00f2 \u00e8 anche vero che devi vincere perch\u00e9 questo succeda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la finale mi hanno fermato alcuni ex giocatori del Benfica, persone che avevano vissuto l\u2019ultimo titolo del 2001. Alcuni erano commossi, quasi in lacrime. Mi dicevano: \u201cTu non sai chi sono io, ma io so chi sei tu. Avete fatto una cosa grandissima\u201d. \u00c8 stato davvero emozionante.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"576\" height=\"1024\" data-id=\"13942\" src=\"https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-5-1-576x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13942\" srcset=\"https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-5-1-576x1024.jpeg 576w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-5-1-169x300.jpeg 169w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-5-1-768x1365.jpeg 768w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-5-1-864x1536.jpeg 864w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-5-1.jpeg 900w\" sizes=\"(max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" data-id=\"13943\" src=\"https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-3-1-768x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13943\" srcset=\"https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-3-1-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-3-1-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-3-1-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/www.legaitalianarugby.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/rugby-2026-3-1.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Italia e Portogallo<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cosa cambia tra i due massimi campionati nazionali Serie A \u00c9lite e Divis\u00e3o de Honra?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tipo di gioco \u00e8 diverso. In Italia il rugby \u00e8 pi\u00f9 fisico, pi\u00f9 incentrato sulla mischia e sulle fasi statiche. In Portogallo il gioco \u00e8 pi\u00f9 dinamico, forse anche pi\u00f9 divertente da giocare per certi aspetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti pensano che il livello portoghese sia basso, ma la prima categoria non \u00e8 affatto un campionato semplice. Il livello c\u2019\u00e8, soprattutto nelle squadre migliori. La differenza \u00e8 pi\u00f9 nello stile di gioco e nella struttura generale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista dell\u2019organizzazione federale, credo ci siano margini di miglioramento. Il calendario, per esempio, non \u00e8 sempre organizzato benissimo, anche se mi sembra che dalla prossima stagione ci saranno cambiamenti. Anche il livello arbitrale, secondo me, non \u00e8 sempre all\u2019altezza del campionato: ci sono alcuni arbitri buoni, ma in generale credo si possa crescere molto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pubblico dipende tanto dalle squadre. Club storici come Direito, CDUL e Cascais hanno sempre molto seguito, soprattutto in casa. Anche al Benfica, quando la stagione \u00e8 iniziata ad andare bene, abbiamo visto crescere tantissimo l\u2019interesse intorno alla squadra.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cosa ti ha sorpreso del rugby portoghese?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi ha sorpreso soprattutto la velocit\u00e0. Il rugby portoghese \u00e8 molto dinamico e le terze linee sono davvero veloci. \u00c8 una cosa che noti subito, perch\u00e9 il ritmo \u00e8 alto e il gioco tende a essere molto aperto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una cosa che invece mi piace meno \u00e8 che molti campi sono sintetici. Personalmente preferisco giocare sull\u2019erba naturale, sia per sensazioni sia per il tipo di rugby che mi piace.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">C\u2019\u00e8 qualcosa che ruberesti al sistema portoghese per portarlo in Italia, o viceversa?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Onestamente non credo che ruberei qualcosa dal sistema portoghese per portarlo in Italia. Il campionato portoghese ha aspetti molto belli, ma a livello di organizzazione secondo me l\u2019Italia \u00e8 pi\u00f9 strutturata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse quello che apprezzo molto qui \u00e8 la concentrazione geografica delle squadre migliori: avere meno trasferte lunghe aiuta tantissimo chi studia o lavora. Per\u00f2 questo dipende anche dalla dimensione del Paese, quindi non \u00e8 qualcosa che si pu\u00f2 semplicemente copiare.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rugby, studio e futuro<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cosa ti ha dato il rugby che lo studio da solo non ti avrebbe dato?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rugby mi ha dato tantissimo. Prima di tutto mi ha dato persone che considero fratelli: compagni che sai che, in un momento di difficolt\u00e0, saranno sempre dalla tua parte e ti daranno una pacca sulla spalla per aiutarti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi ha dato emozioni che \u00e8 difficile descrivere. Ci sono cose che puoi provare solo in campo, o dentro uno spogliatoio, dopo una vittoria, una sconfitta, una settimana difficile o un momento condiviso con la squadra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio mi ha dato strumenti, metodo, disciplina mentale e una direzione per il futuro. Il rugby mi ha dato appartenenza, carattere, relazioni e la capacit\u00e0 di resistere nei momenti complicati. Credo che insieme mi abbiano formato molto pi\u00f9 di quanto avrebbero potuto fare separatamente.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Che consiglio daresti a un ragazzo che deve scegliere tra studio e rugby ad alto livello?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli direi di fare tutto il possibile per provare a conciliare le due cose, almeno finch\u00e9 riesce. Serve sacrificio, serve organizzazione e ci saranno momenti in cui sar\u00e0 molto difficile, per\u00f2 credo che valga la pena provarci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, bisogna essere lucidi. Io ho sempre dato grande importanza allo studio e, se mi fossi trovato davvero costretto a scegliere, probabilmente avrei scelto l\u2019universit\u00e0. Non essendo un fenomeno, sapevo che una carriera rugbistica professionistica in Italia sarebbe stata molto difficile. Per questo, per me, l\u2019universit\u00e0 \u00e8 sempre stata una priorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rugby ad alto livello ti d\u00e0 tantissimo, ma bisogna anche costruirsi un futuro. La cosa migliore \u00e8 cercare di fare entrambe le cose seriamente, senza usare una come scusa per trascurare l\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Credi che tornerai mai a giocare in Italia?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 no. Per\u00f2 credo che l\u2019unica squadra per cui potrei giocare in Italia sia il CUS Torino. All\u2019estero \u00e8 diverso, perch\u00e9 vivi un\u2019esperienza nuova e rappresenti un nuovo club. Ma in Italia, per quello che significa per me, mi sento del CUS.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dove ti vedi nei prossimi anni, sportivamente e non?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spero e credo che da settembre inizier\u00f2 a lavorare, magari a Lisbona, in Italia o chiss\u00e0 dove. Dipender\u00e0 dalle opportunit\u00e0 professionali che arriveranno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se rester\u00f2 a Lisbona, probabilmente un altro anno al Benfica lo far\u00f2 volentieri. Se invece torner\u00f2 in Italia, dipender\u00e0 molto da dove lavorer\u00f2. Se fossi vicino a Torino, sarei felice di tornare a giocare al CUS, se mi vorranno. In altre citt\u00e0 italiane, sinceramente, non credo avrei grande intenzione di giocare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In generale mi vedo in una fase nuova della vita: finire l\u2019universit\u00e0, iniziare a lavorare e capire come continuare a tenere il rugby dentro il mio percorso. Perch\u00e9, in un modo o nell\u2019altro, il rugby per me continuer\u00e0 sempre a essere una parte importante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Piacenza, ex CUS Torino, si racconta dopo la conquista del massimo campionato portoghese tra rugby di alto livello e studio.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":13945,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"team":[],"class_list":["post-13933","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Dalla Serie A \u00c9lite alla conquista del titolo Portoghese: la storia di Giuseppe Piacenza - Lega italiana rugby<\/title>\n<meta name=\"robots\" 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